E durante questo viaggio alle volte si può cadere, capita ma non importa, quello che

conta è avere sempre la forza per rialzarsi!!
 
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Come affrontare e combattere il parkinson

L’impatto con la diagnosi è sovente devastante per il malato di Parkinson e per la sua

 famiglia, sia per l’ignoranza che ancora avvolge questa malattia sia per un frequente deficit

 di comunicazione da parte di medici di famiglia e neurologi. Siamo ancora ben lontani da

 quella presa in carico globale, multidisciplinare, di cui parlano certi Documenti del Servizio

 Sanitario pubblico . Solitamente i malati e i loro familiari si trovano smarriti, disorientati, si

 sentono abbandonati a se stessi, privi di informazioni e indicazioni pratiche, a parte la

 prescrizione della terapia farmacologica.Il malato è lasciato solo proprio nel periodo più duro,

 nel periodo in cui dovrebbe impostare un piano strategico per fronteggiare questa insidiosa

 malattia.La negazione è per molti il primo meccanismo di difesa che porta a rifiutare l’idea di

 essere stati colpiti da questa malattia neurodegenerativa progressiva: “Ma perché deve aver

 colpito proprio me?”.La realtà della malattie non viene accettata, la si nasconde a se stessi e

 agli altri. Ne deriva un ripiegamento interiore, un isolamento psicologico e spesso anche

 sociale; ci si rintana in se stessi, ci si vergogna, ci si allontana dagli amici e spesso anche da

i familiari, dai quali non ci si vuol far vedere nella nuova condizione.

Quando finalmente questo atteggiamento viene a poco a poco superato, inizia un percorso di

 accettazione del dato di fatto e allora si possono gettare le basi per approntare una strategia

 di autodifesa: è importante sia trovare persone capaci di ascoltare e di indicare cose da fare,

 siano essi medici, psicoterapeuti, counselor, esperti della riabilitazione, sia entrare in contatto

 con un’Associazione di malati e familiari con cui condividere il proprio vissuto e da cui ricevere

 informazioni e sostegno.

La consulenza di uno psicologo può essere particolarmente utile nelle fasi iniziali della malattia

 quando la persona deve far fronte alla diagnosi ed ai relativi cambiamenti nella vita

 personale, ma anche nelle fasi successive, nel caso in cui si presentino difficoltà di

 adattamento ai cambiamenti legati alla progressione dalla malattia. Il bisogno di sostegno

 psicologico riguarda anche i familiari che stanno accanto al malato e in generale tutti coloro

 che se ne prendono cura, i cui problemi sono enormi e troppo spesso sottotaciuti.

Pur nella infinità varietà delle forme in cui la malattia si manifesta, è importante che ognuno,

 preso atto delle proprie difficoltà, si dia degli obiettivi e tracci un piano di lavoro personale,

 meglio se discusso e concordato e con un professionista (neurologo, medico di famiglia,

 esperti del sostegno emotivo e della riabilitazione) e naturalmente con i propri familiari.

Si può decidere di praticare con impegno un’attività fisica, oppure iscriversi a un corso di

 tecniche mentali  da cui ricavare una maggiore capacità . Con queste iniziative non saremo

 soltanto utenti “passivi” delle cure, ma collaboreremo attivamente alla gestione della nostra

 malattia.

Il Parkinson comporta uno sforzo per un cambiamento degli stili di vita (movimento,

 riorganizzazione della propria vita secondo schemi meno stressanti, alimentazione sana e

 corretta, ecc.). Chi già faceva attività deve farne di più , chi non la faceva deve impegnarsi

 a non essere fagocitato da una passiva rassegnazione e dalla stanchezza fisica, in larga

 misura conseguenza della malattia, ma deve sforzarsi a fare più movimento, a partecipare

 alle attività domestiche e alla cura della casa, alla pratica di un hobby, a cercare di uscire il

 più possibile da casa. Per poter godere ancora della vita,  per garantirsi  una buona qualità

 della vita, è necessario accettare qualche piccolo sacrificio, che sarà ben ripagato,.

 Ricordandosi sempre che la poltrona può attendere!

L’importante è non permettere alla malattia di abbatterci psicologicamente. Colpiti, ma non

 piegati: questo deve essere il nostro motto. Dentro di noi ci sono infinite risorse, potenzialità

 che noi nemmeno immaginavamo.

La nostra vita e quella dei nostri familiari è cambiata, profondamente cambiata. Questa

 nuova situazione può essere dolorosa, molto dolorosa, ma, se lo vogliamo, si possono aprire

 davanti a noi nuove strade, certamente più strette, certamente più difficili, però sono strade

 nuove che ci possono portare a nuovi incontri e a scoprire certi aspetti della realtà che prima

 nemmeno immaginavamo. Questo ci dicono le tante persone che, con forza, con dignità,

 con spirito combattivo, stanno affrontando, come noi, malati e familiari, il Parkinson. 
Come affrontare la diagnosi

Un approccio positivo è un elemento importante nel rallentare il decorso della malattia. Molto

 si può fare per favorire un approccio positivo e molti neurologi riferiscono che il

 deterioramento è spesso molto più lento in quelli che prendono un atteggiamento positivo e

 propositivo verso la loro condizione rispetto a coloro che non lo fanno. E’ chiaro che un

 atteggiamento mentale positivo non è sempre di facile attuazione, soprattutto in una

 patologia cronica come il Parkinson. Ci sono però vari metodi che possono aiutare

 enormemente a mantenere atteggiamenti ottimisti e positivi.

    * È bene cercare un medico con il quale si trovi in sintonia come ad esempio nella

 definizione del piano terapeutico.


    * Fare tanto esercizio fisico come nuoto, passeggiate e yoga.


    * Occuparsi a un hobby o a un’attività piacevole come dipingere, suonare o realizzare

 piccoli oggetti artigianali, viaggiare, fare volontariato, iscriversi a un’Associazione di malati di

 Parkinson e partecipare a diverse attività per condividere la propria esperienza e per non

 affrontare la malattia da soli.


    * Evitare attività eccessivamente stressanti.


    * Cercare consulenza e supporto per evitare il disagio psicologico.

Ogni attività che promuova il movimento, sia fisico che mentale, e le attività sociali è

 fondamentale per affrontare nel modo giusto il Parkinson.

link ai testi e articoli originali

Vivere con iI Parkinson – I quattro Pilastri

Intervento psicoeducativo nella malattia di Parkinson

Corso di Motivazione al Benessere

Piano Nazionale Cronicità Ministero della Salute del 2016

http://www.parkinsontool.net/ 2016/05/30/affrontare-la- diagnosi      

       

    



                                                                                        
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