E durante questo viaggio alle volte si può cadere, capita ma non importa, quello che

conta è avere sempre la forza per rialzarsi!!
 
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Attività motoria e altro


C’è una larga concordanza fra neurologi e neuroriabilitatori sulla utilità di interventi

 adiuvanti di affiancamento alla terapia farmacologica, in particolare

l’attività motoria costante e l’esercizio fisico, che possono arrecare grandi

 benefici sia per il mantenimento delle funzionalità ancora presenti e per la

prevenzione di complicanze sia per mantenere una buona qualità della vita.

 Inoltre l’esercizio fisico, quando viene fatto in gruppo, offre una preziosa

 opportunità di

socializzazione. Ricordiamo che isolamento, sedentarietà e depressione costituiscono

 grandi ostacoli nella gestione del Parkinson.

Fin dalle fasi inziali della malattia, è consigliabile incontrare un fisioterapista o un

 fisiatra, un medico riabilitatore, un medico dello sport, per una valutazione delle

condizioni personali e per ricevere indicazioni sugli esercizi più adatti: un vero e

 proprio programma di attività moria e esercizi fisici da seguire con consapevolezza 

e determinazione.

In ogni caso, è fondamentale che il malato, fin dal momento della diagnosi,

 abbia un suo programma di esercizi motori, da praticare con continuità,

possibilmente con intensità, sia in gruppo sia individualmente, e/o al

 proprio domicilio.

Non si raccomanderà mai abbastanza una camminata quotidiana di almeno 3o

 minuti, possibilmente a passo sostenuto, compatibilmente con le possibilità 

personali.Sono molto utili tutte le disciplina sportive, soprattutto aerobiche, che il

 malatopraticava prima della diagnosi. Fra le attività motorie più indicate (e su cui

 sono stati fatti studi clinici) troviamo Attività Fisica Adattata specifica per il Parkinson  fonte.

Attività Fisica Adattata (AFA) Biodanza Danzaterapia e DanzaTango Yoga Pilates Tha

i Chi Camminata nordica (Nordic walking Nuoto e Idrokinesiterapi Ginnastica

Posturale Bicicletta Pugilato, in particolare Rock Steady Boxing.Molto consigliato

 l’esercizio con il tapis roulant. Come pure la musicoterapia e il canto corale.

Ma per il malato di Parkinson la pratica motoria, di per sé, non basta. Occorre che

 gradatamente acquisisca la consapevolezza del movimento,

la percezione dell’atto motorio che va compiendo. L’obiettivo di fondo è

 la qualità del gesto motorio, la percezione della dinamica del movimento.

Per raggiungere questo obiettivo è importante imparare a conoscere

 alcune tecniche mentali di base, da praticare sia come modalità di

 esecuzione degli atti motori (concentrazione, visualizzazione, percezione del

 corpo e del movimento, segmentazione mentale degli atti motori, action

 observation, eventualmente uso di 

cues cioè stimoli uditivi e/o visivi, ecc.) sia come tecniche finalizzate allo

 sviluppo di processi di resilienza (capacità di far fronte a situazioni stressanti).

Particolare importanza rivestono le tecniche di respirazione e di rilassamento.

In generale, è consigliabile “assaggiare” ad una ad una queste discipline per scoprire

 qual è quella a noi più congegnale e quella che ci reca i maggiori benefici. Ed

eventualmente praticarle a rotazione. L’importante è la costanza e la continuità,

 senza periodi di “riposo”! Noi riposiamo, ma in Parkinson NO! Lui non si ferma,

continua la sua marcia! E quindi noi dobbiamo prendere le contromisure: sempre

 all’erta!


 

       

    



                                                                                        
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