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L'ASSOCIAZIONE  PARKINSONIANI V.C.O. ONLUS

Presente, dal 2005, sul territorio dell' OSSOLA,CUSIO e da circa un anno nel VERBANO, con lo sportello di Domodossola, Omegna,Verbania, svolge un compito assistenziale rivolto ai malati di Parkinson ed ai loro famigliari,sul piano dell’orientamento all’uso dei servizi socio sanitari,offre attività motoria gratuita in palestra e piscina per tutti gli iscritti,supporto per malati e familiari con incontri con lo psicologo, conferenze(vedi  sezione nel sito)con medici e professori  dei più noti ospedali italiani.

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COME ASSOCIARSI

La tessera, di euro 10.00, ha validità annuale e permette di accedere a tutti i servizi sotto elencati:Attivita motoria in palestra e piscina nelle tre sedi dislocate  nella provincia, segue elenco dei giorni e orari. Supporto psicologico per i malati, e   per i famigliari.Conferenze con medici, dottori e professori.Corsi  computer.Attività  terapeutiche Pranzo sociale, spettacoli con ingresso libero e attività ricreative.

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   CONSIGLI SEZIONE 3

Malati, Caregivers e volontari, funzionano insieme come motore per la crescita dell’associazione, il trovarsi diventa opportunità di partecipazione. Il percorso che stiamo facendo innanzitutto l’incontro tra persone, che altro non è che un forte “appuntamento con noi stessi”, un’importante occasione di ascolto. Con la passione che ci ha mosso fin da subito, desideriamo continuare questo cammino di condivisione perché ci sentiamo di appartenere a qualcosa d’importante e il nostro pensiero va a tutti coloro, malati e volontari, che ci stanno dando tanto e che credono in noi. Grazie perché ci sentiamo parte di un gruppo di amici al quale vogliamo bene.

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E’ importante la consapevolezza della malattia!

Nome: Giancarlo

Ingredienti: Razionalità

nel  2009 si sono evidenziati i primi sintomi della malattia quali, un leggero trascinamento del piede la lentezza del movimento senza evidenti tremori.

Ho consultato un ortopedico che, vista la bradicinesia (lentezza dei movimenti) mi ha consigliato una visita neurologica profondità presso la struttura di vermi. Diagnosticato il Parkinson, mi sono avvicinato alla associazione nella cui utilità credo moltissimo., Mi trovo bene e cerco di dare il mio contributo.

Mi piacerebbe tanto creare, con l’aiuto di altre persone, una rete telematica provinciale in modo tale da tenere i contatti con tutti gli ammalati che, per motivi diversi, non possono frequentare il gruppo.

Faccio, sistematicamente nuoto e di esercizi in palestra per contrastare il lento decadimento fisico, mentre per quello cognitivo ritengo che la migliore medicina sia rimanere in attività leggendo, scrivendo, coltivando degli occhi e navigando con strumenti mediali. Secondo me è importante la consapevolezza della malattia e accettarla contribuisce ad alleggerire, in modo considerevole, il peso sulla famiglia fondamentale ruolo dello psicologo per evitare l’isolamento e la depressione, che purtroppo sono sempre in agguato. Nonostante tutto mi considero una persona fortunata perché il gruppo familiare, gli amici le persone del volontariato mi aiutano molto, anche nel superare momenti di difficoltà che inevitabilmente si presentano  la fiducia nella ricerca scientifica e la consapevolezza che esistono situazioni peggiori della mia, mi fanno proseguire il percorso.

Un grazie di cuore a tutti.

Occorre contrastare il progredire dell’impoverimento delle abilità motorie incentivando il movimento. Il progetto di attività motorie in acqua e a terra, e attivo da anni presso la palestra sport più di Villa d’Ossola ed è seguito da un gruppo sempre più numerose, guidato è sostenuto da un istruttore specializzato. È importante inoltre conservare interesse la capacità di entusiasmarsi, per questo proponiamo attività piacevoli pesca e stimolanti corsi di computer e fotografia alle quali potete partecipare.

         

La terapia di gruppo è più utile delle medicine

nome: Adriana

ingredienti: intraprendenza

nel 2009 dopo grandi sofferenze di mio marito e di conseguenza vie e dei miei familiari, mio marito malato di Alzheimer è mancato. Dato che i mali non vengono mai da soli, poco tempo dopo mi è stato diagnosticato il Parkinson certo cosa meno grave, dolorosa e coinvolgente del male chi ha portato via mio marito ma ugualmente una bella disgrazia. Però non mi sono lasciata abbattere dagli eventi, mi sono subito iscritta all’associazione e ho cominciato a fare dello sport in palestra e in piscina insieme agli altri associati, ricavandone giovamento sia fisico che morale. Siamo una squadra di amici, ci ritroviamo ed insieme cerchiamo di affrontare a viso aperto questa mala via, perché secondo me è la terapia di gruppo  che si istaura è più utile delle medicine o per lo meno vale quanto le medicine.

Per questo e tanti altri motivi mi piace consegnare a tutti i nostri malati della provincia di iscriversi all’associazione, del mare certo non può fare

Guai a fermarsi!

Nome: Guido

ingredienti: tenacia

sono Guido del 1939 e circa tre anni fa ho avuto le prime avvisaglie del male. Tanti esami e tante diagnosi, tra cui anche l’epilessia, prima di arrivare a quella definitiva dimora di Parkinson, grazie alla spettrografia cerebrale presso l’ospedale Maugeri di Veruno, a dimostrazione di quanto differenti siano i sintomi di questo male e quanto diversamente interpretabili.

Poco tempo dopo scoperto l’associazione per iscritto: ho trovato una seconda famiglia, persone con i miei stessi problemi, volontari che dedicano parte del loro tempo alla nostra causa di tanti amici. La nostra associazione si permette di fare sport (piscina e palestra), cura fondamentale per i nostri problemi: guai a fermarsi! Come tanti anche io, quando sono in mezzo alla gente che non conosco, mi sento a disagio e ho timore di essere giudicato per i miei “strani movimenti”; del resto non posso girare con un cartello: “tremo perché ho il Parkinson”

sono convinto che si possa convivere con questo male contando sulle nostre facoltà mentali, che per fortuna rimangono intatte. Ringrazio di cuore chi sostiene e, con qualsiasi mezzo, condivide il nostro impegno

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Il gioco anche a ping-pong quasi come i cinesi

nome: Luciano

Ingrediente: impegno

Sono Luciano classe 1948. Fino a cinque anni fa ho sempre fatto una vita molto sportiva, era un cosiddetto camoscio. Mai avrei pensato che dietro l’angolo mi spettasse. Il Parkinson. Il primo segnale dopo una giornata sulla neve del Sempione; scendendo un’auto il mio piede destro rimase come incollato all’acceleratore; a stento mi sono fermato molto impaurito. Pensavo che il fenomeno fosse dovuto l’affaticamento e così penso anche il mio medico di base, che non avevo mai visto perché sono sempre stato sano come un pesce. Speravo che tutto passasse; invece il tremore si diffuse della gamba destra e poi nella mano. Visita specialistica con qualche errore di diagnosi implacabile: Parkinson. Subito iniziai la cura e mi misi a fare palestra con i membri dell’associazione di cui da sempre conoscevo il presidente Alessandro. Non sapevo nuotare ma ho vinto anche la paura dell’acqua grazie agli amici e al istruttore e vedo che il nuoto mi rilassa; gioco anche a ping-pong quasi come cinesi. Vivo bene nell’associazione; sono convinto che essa serva a mantenerci attivi fiduciosi fino a quando leggeremo che la ricerca ha sconfitto il Parkinson: faremo una grande festa con tutti gli amici

 

A volte abbiamo bisogno di cose semplici.

A volte abbiamo bisogno solo di essere ascoltati.

Noi dell’associazione siamo qui per te. Per raccogliere le tue richieste e le tue idee, per ascoltare il tuo sfogo, ma anche solo per passare un po’ di tempo insieme...

Nelle riunioni ci scambiamo idee e ci aiutiamo a vicenda.

Nome: Claudio

Ingrediente: Condivisione

Sono Claudio e solo del 1952. Porto volentieri questa mia testimonianza della speranza che possa servire.

Già nei primi anni del 2000 avevo avvertito qualche tremito che ho sempre attribuito a svariati motivi senza mai pensare al Parkinson anche perché riuscivo a controllare il tremore e a tenere ferma la mano con una piccola attenzione mentale.In seguito, poiché a tavola mi tremava la mano e avevo paura di essere scambiato per un alcolizzato, mi sono venuti i primi sostanziali dubbi.Il primo neurologo mi ha tranquillizzato; poi in seguito ad esami più approfonditi e alla risonanza magnetica (2006), oltre a tracce residue di un’ischemia, mi hanno diagnosticato la malattia. Non posso più fare tutte le cose che facevo prima e questo mi rende ulteriormente nervoso anche se devo farmi una ragione e allora faccio quello che posso e che mi viene bene. Non scrivo tanto bene e leggo poco ma questo capitava anche prima

 

                           


                                 






           










                                                             

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