L'ASSOCIAZIONE  PARKINSONIANI V.C.O. ONLUS

Presente, dal 2005, sul territorio dell' OSSOLA,CUSIO e da circa un anno nel VERBANO, con lo sportello di Domodossola, Omegna,Verbania, svolge un compito assistenziale rivolto ai malati di Parkinson ed ai loro famigliari,sul piano dell’orientamento all’uso dei servizi socio sanitari,offre attività motoria gratuita in palestra e piscina per tutti gli iscritti,supporto per malati e familiari con incontri con lo psicologo, conferenze(vedi  sezione nel sito)con medici e professori  dei più noti ospedali italiani.

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COME ASSOCIARSI

La tessera, di euro 10.00, ha validità annuale e permette di accedere a tutti i servizi sotto elencati:Attivita motoria in palestra e piscina nelle tre sedi dislocate  nella provincia, segue elenco dei giorni e orari. Supporto psicologico per i malati, e   per i famigliari.Conferenze con medici, dottori e professori.Corsi  computer.Attività  terapeutiche Pranzo sociale, spettacoli con ingresso libero e attività ricreative.

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Piccola storia, la malattia, credenze, ignoranza e molto altro.


L'uomo si differenzia dal regno animale in quanto usa il ragionamento a domare l'istinto, us,a l'intelligenza per le sue scelte, rifiuta il compromesso ma comprende se la rifiuta la sua sorte va a rotoli,vive nel sociale con modelli, usi,costumi,modi di essere, in tutte le sue forme, cosi anche il linguaggio assume forme comuni.Ci si limita ,si vive massificati, solo a pochi e consentito di vivere in modo diverso dal comune, sono gli artirsti, che hanno a loro favore il genio della creativita,essi non usano mai frasi degriniatorie e puerili sull'altro uomo come:



QUELLO HA IL PARKINSON!!!! MA CHE HAI IL PARKINSON???



Queste frasi si usano a dismisura quando si incontra nel nostro cammino un uomo o una donna impacciati o goffi,sono frasi che tornano in mente alla diagnosi gli spauracchi la paura di diventare ridicoli,derisi,abbandonati,privati di lavori diligentemente eseguiti, in quanto sostengono che con la malattia, si perde il potere della giusta valutazione, questo succede nel settore delle grosse responsabilità.Comunicare è importante per tutti,per un persona malata e disabile lo è ancora di piu, per avere conforto ma anche per restituire comprensione e affetto a chi lo assiste.



Per una persona disabile di qualunque età é importante sentirsi pane delta vita sociale. familiare e affettiva.La malattia dl Parkinson non uccide ma è I’arrendersi delle persone di fronte ad essa che porta alla morte. impone all'individuo di modi?care Le abitudini di vita.impedisce progressivamente l'autonomia nel lavorare. nel vestirsi. nel mangiare. nel camminare, nel guidare, nello scrivere.E' una malattia che lega in modo morboso al farmaco. che porta facilmente l'individuo alla passività. alla dipendenza dall'altro, al vuoto interiore. alla disperazione. alla rabbia.all'amarezza, all'impotenza e alla vergogna.le persone colpite e i propri familiari‘ tendomno naturalmente a chiudersi verso il sociale, in un terribile ‘nuovo' in cui gli interessi verso la vita scompaiono. lasciando posto alla solitudine e alla lotta contro le innumerevoli difficoltà quotidiane.E' una malattia che matte a dura prova l'individuo nel Trovare il coraggio e la forza interiori per affrontarla.Combatterla e ritrovare il desiderio di vivere.coraggio, superando così I'inerzia, la passività. il senso di inefficenza. di paura. D'impotenza e di morte sociale.Un evento minaccioso e improvviso come la comparsa Della malattia di Parkinson stupisce. Rende increduli.Disperati. Disarmati e impreparati.La cura l'autostima da esercitarsi nel quotidiano attraverso

- lo stimolo all'autonomia personale mediantel’espressione e l'esercizio delle capacita cognitive e motoriein possesso ed ancora in grado di essere esercitate (Confronto sulle dif?coltà ed esperienze di gruppo) l’esercizio sano del corpo mediante una corretta postura delle sue parti da seduti. in piedi e nella deambulazione (esperienze corporee di gruppo)- il superamento delle dif?coltà personali mediante l‘individuazione e la messa in atto delle risorse necessarie per la risoluzione dei problemi superando cosi‘

la paura e il senso di incapacita personali (tenure di poesie, di racconti,di esperienze di vita e di immaginazione guidata )- l'esercizio dei ruoli e delle competenze mediante I'acquisizione di comportamenti assertivi legati anche al controllo de?e emozioni (confronto di fatti ed esperienze di gruppo sulle emozioni e i sui sentimenti)

E successo e funzioni intellettive e cognitive nelle persona che ne vendono colpite rimangono inalterate ma cio' che colpisce principalmente in questa malattia e' l'imprevedibilita' con le quali si manifestano i tremori involontari. insieme alla diminuzione deIla forza muscolare. alla rigidita’ delle parti del corpo non impegnate nel movimento e. nel prosieguo della malattia. la tendenza ad inclinare il tronco in avanti e apassare dal cammino alla corsa. In de?nitiva il malato di Parkinson perde il controllo ne?'uso del proprio corpo, il potere che ogni individuo può avere su Di esso, necessario per gestire l’interazione con il mondo esterno ed esercitare la propria autonomia In tale ottica il fatto di “possedere” il corpo si trasforma in “essere” il corpo dove i vissuti mentali,affettivi,emotivi,cognitivi,simbolici e sociali danno alla fisicità e al movimento un significato “esistenziale” dove il “saper fare” si trasforma nel “saper essere” con se stessi, gli altri e il mondo fisico.

Così, nei malati di Parkinson, che in Italia sembrano essere 200mila mentre negli stati Uniti i nuovi casi raggiungono 55mila ogni anno, con un’età compresa dai 40 anni ai 60 anni, uomini e donne, l’aspetto psicologico della “coporeita” impegna senza dubbio l’intervento della psicologia insieme alla farmacologia, alla chirurgia, alla riabilitazione motoria, alla dietologia ecc.., per poter rendere migliore la vita a coloro la cui improvvisamente viene dignosticata tale malattia. Infatti tali soggetti lottano internamente con tratti antagonisti di personalità: la dipendenza con il desiderio de’’autonomi, L’ggressività con la passività,l’azione con l’immobilità, la stima con la disistima di sé, l’amore e la vicinanza con l’odio e la lontananza della realtà.

Chi è il Parkison ? Invecchiare: cambiare il proprio modo di essere con se stessi e l’esterno. Cambiamento: rompere l’equilibrio di un percorso della vita precedente. Invecchiare è una fase naturale della vita: nell’autonomia e nella gestione: del corpo dello spazio del tempo. Nella espressione dei ruolice delle competenze: in famiglia nel contesto sociale nelle abitudini e riguardo a se stessi. Nelle modalità di esprimersi sentimenti ed emozioni: con il partner con i figli con le persone in genere. Perché? La Progressiva maturazione neuromuscolare e degli organi di senso permettono all’uomo di apprendere ed esercitare le abilità di autonomia, le potenzialità relazionali e comunicative con l’ambiente esterno nonché di esprimere le capacità intellettivo-cognitive proprie della specie. Il corpo diventa così il canale privilegiato per apprendere ed esercitare la considerazione su se stessi ed esprimere gli affetti, le emozioni e i sentimenti.

Sono le esperienze con il corpo e il suo legame con la mente a determinare nell’individuo il modo di “fare” e di “essere”. Nella malattia di Parkinson il “fare” e il “essere” subiscono progressivamente alterazioni, cambiano la persona e causano i conflitti interni e nella relazione con l’esterno. Nella malattia di Parkison la disarmonia del corpo può portare alla negazione di se stessi (Io non ci sono) e alla lontanaza da se sressi e dal mondo esterno (io sono solo)….

Il vissuto del corpo nella malattia di Parkison: con la malattia di P. vivo il mio corpo come: un quadro astratto, quando non lo sento per me è un nulla mi sento come sempre di buon umore quando trema lo sento elettrico.

Con la malattia di Parkison l’invecchiamento avviene in modo precoce e progressivo. Il cambiamento è fonte di ansia, angoscia e paura e solitudine perché un quadro astratto quando non lo sento per me è nulla mi sento come sempre di buon umore quando trema lo sento elettrico. Con la malattia di Parkison l’invecchiamento avviene in modo precoce e progressivo. Il cambiamento è fonte di ansia, angoscia e paura e solitudine perché: modifica e mette in conflitto la percezione di se stessi interferisce sulla valutazione e la stima personale, pone in discussione la sicurezza degli affetti cambia i ruoli e le competenze, pone in crisi la gestione della vita quotidiana che diventa difficile e faticosa i progetti per il futuro diventano incerti.

La persona è alla ricerca di una nuova identità personale chi sono io, a che cosa sono utile voglio bene a chi mi circonda e chi mi circonda mi vuole bene e mi stima ? chi sono io ? a che cosa e a chi sono utile ? Chi mi vuole bene e mi ama ? non è vero non mi interessa Nel prosieguo sono sconfitto provo solo angoscia non lo voglio sono disperato mi vergogno detesto il mio corpo ho voglia di far nulla mi isolo mi chiudo sono arrabbiato sono intollerante soffro e sto male non servo più a nulla ma anche voglio vincere La preoccupazione per quello che succederà accompagnata da ansia, tensione, paura disperazione… Nessuna reazione perché viene nascosto Indifferenza (non so cosa sia – pazienza ! non è nulla)

Nel proseguio delle manifestazioni: simbiosi con il partner (anch’io ho il Parkison, ognuno ha il proprio Parkison) il rifiuto del partner dolore, paura, conflitti con i figli rabbia, disperazione, impontenza, riufiuto, abbandono intolleranze,nervosismo, fastidio, limiti, perdita o, messa di discussione degli affetti della stima, della fiducia annullamento degli spazi personali, stanchezza, sofferenza. Alcune semplici indicazioni per abbassare l’ansia e renderla fruttuosa per risolvere le manifestazioni:

Sei un essere umano. Puoi anche concederti di essere imperfetto !

Puoi darti il permesso di cambiare: continuando ad agire come hai sempre agito, vuoi dire conseguire quello che hai sempre conseguito.

Quando assumi il ruolo di vittima usando la tua ansia per manipolare e controllare gli altri, devi giocare are continuamente a rialzo, devi cioè diventare sempre più drammatico ed emotivo per ottenere l’attenzione degli altri.

Hai mai pensato che quando, in fila davanti a uno sportello – mettiamo della posta – ti sei sentito male ed eri sul punto di svenire, avevi più paura di far brutta che morire.

L’ansia esprime ciò di cui hai paura: se temi di far brutta figura, la tua ansia te la farà fare – la profezia si autodetermina –

Se pensi di dover essere sempre sereno, corri il rischio di doverti.

Tenta qualche volta di non confondere la possibilità con la probabilità: è possibili che vada male ma vi è un’altra probabilità che ciò non accada.

Che ne diresti di non combattere più l’ansia, ma di conviverci ? Se l’ansia diventa la tua alleata, insieme con lei puoi fare qualsiasi cosa.”Di a te stesso: malgrado io possa agire imperfettamente ed esserne e e consapevole, continuo ad agire !”

Il tuo obbiettivo è migliorare, non raggiungere immediatamente il benessere.

La vergogna è come il vaccino contro una malattia virale: devi esporti a piccole dosi di vergogna per allenarti al/a stessa, cosi come si assumono piccole dosi di virus attenuato per evitare la Grande infezione.

Abituatevi ad eseguire alcune respirazioni lente e profonde ogni volta che vi trovate in coda nel traffico o siete costretti ad aspettare qualcuno o qualcosa.

Sorridete spesso, sorridere a tutti. Vi sentirete più di buonumore e vi piacerà scoprire come la gente reagisce positivamente al sorriso.

Fate sempre una sola cosa alla volta, mantenendo la mente concentrata su quanto state facendo, senza pensare al prima e senza pensare al poi.

Non permettete ai sensi di colpa di avvelenarvi costantemente la vita: non sta scritto da nessuna parte che siete costretti a soddisfare le esigenze di tutti quelli che vi circondano.

Abituatevi a pensare in positivo, poiché non esiste una situazione negativa in assoluto. Convincetevi di ciò e poi esercitatevi a trovare l’aspetto vantaggioso di qualsiasi circostanza.

Proibitevi di pensare continuamente a tutto ciò che di negativo potrebbe accedere: se state bene, non è automatico che la cosa sia destinata a peggiorare; ci sono anzi buone possibilità che migliori ulteriormente

Modelli cognitivi tipici nei disturbi d’ansia

Accettazione

“Devo essere accudito da qualcuno che mi ama”

“Non posso essere lasciato solo”

“Essere rifiutato è terribile”

“Devo piacere agli altri”

Competizione

“devo essere qualcuno”

“Se non raggiungo il massimo sono un fallimento”

“Devo essere il migliore in ogni cosa che faccio”. Se commetto un errore sarà un fallimento totale.

Controllo

“Devo essere perfetto per avere il controllo”

“Non poso sopportare di perdere il controllo”

“Devo essere il solo superiore di me stesso, non posso chiedere aiuto agli altri.”

Semplificare al massimo la vostra vita, evitando di sobbarcarvi compiti che potete tranquillamente delegare ad altri.

2. Coltivate interessi che vi divertono e vi appassiono, rifuggendo da quanto vi annoia e vi crea disagio psicologico che è fonte di stress.

3. imparate a dire di no a tutti coloro che chiedono troppo da voi. Imparate a dire di no, in particolare, quando non desiderate soddisfare una determinata richiesta.

4.Abituatevi ad eseguire alcune respirazioni lente e profonde ogni volta che vi trovate in coda nel traffico o siete costretti ad aspettare qualcuno o qualcosa.

5. Date libero sfogo alla vostra rabbia quando qualcuno vi irrita pesantemente; sbattere una porta, urlare, affermare le proprie ragioni è un’esigenza vitale che va assecondata.

6. Ogni giorno programmate una cosa che vi dia piacere e gratificazione: andare al cinema, uscire per guardare le vetrine, fare un acquisto anche inutile.

7. Parlate delle vostre preoccupazioni con gli amici più cari o, in mancanza di questi, scrivetele in un diario o nella vostra agenda.

8. Ricordatevi sempre che le faccende noiose e le situazioni che creano ansia devono essere affrontate nel più breve tempo possibile: è meglio viverle subito anziché preoccuparsene per ore o, peggio, per giorni.

9. Sorridete spesso, sorridete a tutti. Vi sentirete più di buonumore e vi piacerà scoprire come la gente reagisce positivamente al sorriso.

10. Fate sempre una sola cosa alla volta, mantenendo la mente concentrata su quanto state facendo, senza pensare al prima e senza pensare al poi.

11. Non permette ai sensi di colpa di avvelenarvi costantemente la vita: non sta scritto da nessuna parte che siete costretti a soddisfare le esigenze di tutti quelli che vi circondano.

12. Imparate bene un certo numero di tecniche di rilassamento e mettetele in atto alternativamente ogni volta che potete. Effettuate spesso anche l’automassaggio.

13. Vogliatevi bene e dimostrate a voi stessi che vi amate, prima focalizzando quanto vi procura realmente benessere e piacere, e poi agendo in modo da ottenerlo.

14. Abituatevi a pensare in positivo, poiché non esiste una situazione negativa in assoluto. Convincetei di ciò e poi esercitatevi a trovare l’aspetto vantaggioso di qualsiasi circostanza.

15. Proibitevi di pensare continuamente a tutto ciò che di negativo potrebbe accaddere: se state bene, non è automatico che la cosa sia destinata a peggiorare, ci sono anzi buone probabilità che migliori ulteriormente.

16. Vivete le situazioni per quello che sono e non in funzione di altre situazioni. Per esempio, quando sentite il bisogno di uscire a passeggio; non giustificate subito l’impulso pensando che così potrete approfittarne per passare alla posta a pagare la bolletta. Uscite a passaggio e basta.

17. Cercate di trarre sempre almeno una piccola soddisfazione da quanto state facendo: ogni azione, anche la più modesta, produce un risultato e, quindi,ha un valore di per sé.

18. Affrontate le scelte autonomamente e non per compiacere qualcuno. Avrete meno rimpianti e meno rancori, perciò ridurrete lo stress.

19. Non trascurate per nessuna ragione il vostro aspetto fisico. Abbiate cura della vostra igiene personale e scegliete abiti adatti alla vostra personalità, nei quali vi sentite a vostra agio.

20. Non rinunciate a gratificarvi acquistando qualcosa di futile che desiderate da tempo o che vi attrae particolarmente. I soldi devono servire a migliorare la qualità della vita e, tranne in situazioni particolari, qualche spesa solo per voi non può farvi che bene.

21. Cantate ogni volta che potete, anche se siete stonati. E’una pratica liberatoria che aiuta a scaricare la tensione in modo naturale.

22. Approfittate di qualsiasi occasione per ridere. Non svolgendo determina in voi un vago senso di inquietudine. Alzatevi, bevete un caffè o una bibita e fate due passi. Lo stacco, anche se si protrae per poco tempo, è rigenerante e rende il lavoro più proficuo.

23. Fate una pausa non appena l’attività che state svolgendo determina in voi un vago senso di inquietudine. Alzatevi, bevete un caffè o una bibita e fate due passi. Lo stacco, anche se si protrae per poco tempo, è rigenerante e rende il lavoro più proficuo.

24. Conservate in qualche angolo della casa oggetti che risvegliano in voi le emozioni di quando eravate bambini (bambole, peluche, palle di vetro con la neve e cosi via) e osservate quando siete sotto stress. Esercitano un’azione rilassante.

25. State alla larga dalle persone negative. E’ una condizione.!!!!!!!!!


 
                                   

                                  

           






                                                             

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